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San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo è uno dei più famosi luoghi di soggiorno estivo della Sicilia, per la bellezza della sua spiaggia che nel 2011 è stata eletta la migliore spiaggia italiana e l'ottava in Europa.
Lungo la via Venza: murales, antichi abbeveratoi in pietra trasformati in fioriere, piante rampicanti, panchine in ferro battuto, il tutto condensato in pochi metri di strada dove le auto non hanno diritto d'entrare e dove in estate si tengono concerti di musica classica e convegni culturali. Di notevole rilevanza culturale è la rassegna Libri, autori e buganvillee che si svolge nel periodo luglio - settembre di ogni anno. I migliori scrittori italiani presentano la loro ultima opera letteraria alla presenza del pubblico. Nel 2008 hanno preso parte Paolo Giordano (premio Strega 2008 con "La solitudine dei numeri primi"), Piero Badaloni, Matteo Collura, Carmen Lasorella, Gaetano Savatteri ed altri. Dalla via Venza si accede al Museo del Mare, che conserva importanti reperti recuperati sui fondali sanvitesi, e che merita senz'altro una visita.
Dal 1998 la cittadina ospita il "Cous Cous Fest", rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo. Una gara gastronomica internazionale di cuscus che impegna chef, che si affrontano proponendo il cuscus cucinato secondo la propria tradizione.
Infine, da segnalare "Tempu ri capuna" un appuntamento autunnale per riscoprire storie e leggende legate alla pesca e al mare con rassegna interamente dedicata alla tradizione culinaria del pesce azzurro con incontri, convegni scientifici e spettacoli.
Nel mese di maggio lungo la spiaggia si effettua il Festival internazionale degli aquiloni, mentre a luglio si celebra il Summer Music Festival.



Riserva dello Zingaro

Il territorio della Riserva dello Zingaro parte da Cala Mazzo di Sciacca fino alla Tonnarella Dell'Uzzo e ricade in gran parte nel Comune di San Vito Lo Capo e in misura più modesta in quello di Castellammare del Golfo.
Lo Zingaro riserva terrestre è strettamente legata al mare, che non è soltanto il confine geografico ma lo sfondo costante del paesaggio e il complemento indispensabile degli aspetti naturalistici.
Le calette tutte ciottolose viste dal mare hanno l'aspetto di nicchie più chiare incavate sul fianco delle muraglie dolomitiche. Il paesaggio subacqueo è un continuo susseguirsi di colori e forme. Si comincia dalla sponda dove l'impatto del mare si fa tumultuoso e si adorna del Lithophyllum tortuosum un'alga rossa intricatissima e sfrangiata.
All'interno della riserva si trovano il Museo Naturalistico, il Museo delle Attività Marinare, il Museo della Civiltà Contadina, dove è riprodotto il ciclo completo del grano, il Centro di Educazione Ambientale, due aree attrezzate e dei caseggiati rurali adibiti al bivacco.



Tonnara del Secco

Tre chilometri a levante dell'abitato sorgono gli edifici dell'antica Tonnara del Secco, le cui reti venivano calate a pochi metri dalla riva: catturava i grossi pesci pelagici che in primavera percorrevano le acque del golfo di Castellammare nella loro corsa per la riproduzione.
Le reti ormai non vengono calate più dal 1969, ma il luogo è ancora pieno di fascino ed i pescatori che lo frequentano raccontano volentieri le avventure della mattanza.
Accanto agli immobili della tonnara si possono ancora oggi ammirare i resti di antichissimi impianti di lavorazione del pesce, che risalgono al IV secolo prima di Cristo. Qui si lavorava il pesce - anche tonni - che nel mare prospiciente venivano catturati. Le vasche sono realizzate in cocciopesto e "in elevato", con una canaletta di scolo per lo scarico delle acque della lavorazione a mare.